“Facciamo un site survey” è una frase che in 5 progetti su 10 vuol dire cose diverse al cliente e al fornitore. Vediamo le quattro tipologie reali e quando usare quale.
I quattro tipi di survey
| Tipo | Quando | Strumento tipico | Output |
|---|---|---|---|
| Predittivo | Prima del deployment, su pianta | Ekahau AI Pro, iBwave Wi-Fi | Mappa di copertura simulata, BoM AP |
| On-site passivo | Sito esistente, AP da ottimizzare | Ekahau Sidekick, NetAlly AirMagnet | RSSI, SNR, channel utilization reale |
| On-site attivo | Validazione throughput | iPerf, attivo Ekahau | Throughput TCP/UDP per posizione |
| Post-deploy validation | Dopo il go-live | Combo passivo + attivo | Confronto progetto vs realtà |
Il predittivo da solo non basta
Capita ancora: predittivo Ekahau, BoM derivata, deployment, fattura. E poi arrivano le segnalazioni di drop, dead zones, throughput sotto le aspettative.
Il predittivo è uno strumento di progettazione, non di validazione. Si basa su modelli RF e sui materiali che imposti tu nelle pareti — se sbagli a marcare un muro in cartongesso come tale, e in realtà è cemento, il modello collassa.
La validazione passa sempre da survey on-site, almeno passivo. In ambienti complessi (warehouse, healthcare, outdoor) il survey attivo è obbligatorio.
On-site passivo vs attivo
Il passivo ascolta l’aria: capisci dove arrivano gli AP, con che SNR, che canali sono affollati, dove ci sono interferenze. È relativamente veloce (mezza giornata su un ufficio di 1500m²).
L’attivo associa un client di test a uno specifico SSID e misura throughput reale. È più lento (un’intera giornata o più), ma è l’unico modo per validare scenari high-density (auditorium, retail con barcode scanner, healthcare con telemetria).
Quando ne basta uno solo
- Solo predittivo: nuovi uffici “standard” (open space, sala riunioni, qualche cella), basso rischio applicativo. Conviene comunque accompagnare con una validazione on-site di mezza giornata post-deploy.
- Solo on-site passivo: ottimizzazione di una rete esistente, AP già installati ma performance non ottimali. Lo facciamo spesso come primo step di un managed Wi-Fi.
- Predittivo + attivo: high-density confermata (oltre 30 client/AP a regime), throughput critici (dispositivi medicali, broadcast wireless, robot AGV).
Output che pretendiamo
Quando facciamo un survey forniamo sempre:
- Heatmap RSSI primario e secondario AP
- Heatmap SNR per banda (2.4 / 5 / 6 GHz)
- Channel utilization per canale
- Lista interferenze rilevate (Bluetooth, microonde, telecamere wireless, vicini)
- BoM con modelli specifici, posizionamento, mounting
- Documento esecutivo non-tecnico per il decisore
Senza questi cinque output, non è un survey: è una rapida occhiata.
Il fattore RF
Nessuno ne parla mai abbastanza, ma in molti progetti il problema non è l’AP scelto: è il fenomeno radio. Acciaio, vetro low-emissivo, materiali industriali, persino la concentrazione umana cambiano la propagazione.
Per questo i nostri trainer-architetti, oltre al survey, certificano periodicamente il percorso CWNA: senza fondamentali RF solidi, qualsiasi tool diventa un pulsante sbagliato premuto bene.
In sintesi
Se ti propongono “un site survey” senza specificare quale: chiedi. Se non ricevi BoM né heatmap come output, non è un survey ma una preventivazione. E se vuoi un’opinione neutrale sulla tua rete attuale, scrivici: facciamo un mini-survey passivo gratuito in cambio di una review pubblica.